| Se una mela al giorno toglie il medico di torno, un bicchiere di buon
vino può ottenere lo stesso effetto, ma con un pizzico di buonumore in più. Prima di
entrare in merito alle qualità ed agli effetti del frutto e del suo succo, fermentato e
non, ricordiamo che la vite- vitis vinifera- è una pianta molto antica, che nel corso dei
millenni ha subìto molte attenzioni da noi uomini, per i suoi gustosi acini.
Il vino- si veda la Bibbia- ha sempre avuto un posto rilevante nella vita di noi umani.
Usato per disinfettare e lavare le ferite, favorire la cicatrizzazione unito ad erbe e
miele (ricordate il buon Samaritano di evangelica memoria?), come stimolante prima delle
battaglie- anche amorose
-; diluito con varie coppe di acqua, secondo lusanza
degli antichi Greci e Romani- giacchè il vino era denso, sciropposo, forte- era servito
in tutti i banchetti importanti. I nomi dei vini pregiati ci sono stati tramandati dai
poeti latini (il Falerio, i vini siciliani e del salento). Nella Bibbia viene menzionato
il primo "viticultore e vinaiolo" Noè, che fu anche il primo
essere umano a prendere una sbronza…
Ulisse lo usò, in dosi generose, per sfuggire con i suoi
compagni dal Ciclope ubriaco.
Il brindisi è sempre stato un atto conviviale, di benvenuto,
di augurio, di commiato- momentaneo o definitivo-.
Attorno al vino sono fiorite leggende e storie di varia
umanità; un aneddoto, tra i tanti, noto a chi vive nel centro Italia,
riguarda un vino umbro- est est est- ed un vescovo tedesco, cui piacque
tanto, da voler essere sepolto in quella zona ed ancora oggi, nella
ricorrenza della morte, un calice di vino viene versato sulla sua tomba.
La vite, nei millenni, anche per labilità degli uomini, ha attecchito quasi in
tutto il mondo; più recentemente nelle Americhe ed in Australia, che si sono subito messi
in gara per produrre vini ottimi; la California con Sonoma Valley e lAustralia con
lo Shirah. La storia del vino e la sua evoluzione hanno avuto maggiore impulso in Europa
prima e nel Nuovo e Nuovissimo continente poi; in Asia, infatti, non è molto gradito al
palato, essendo da secoli abituati al the. Facendo un po di storia della medicina,
si può evidenziare che mentre gli orientali, nei secoli scorsi, per potabilizzare
lacqua, la bollivano e di qui luso dellinfuso con le foglie di the-
vegetale dalle molteplici proprietà- noi occidentali allungavamo e, senza saperlo,
sterilizzavamo lacqua aggiungendovi il vino; ancora sino a tempi non molto lontani,
i bambini alla nascita si lavavano con il vino e, prima delluso del latte di vacca,
la colazione del mattino era la zuppa di pane e vino; né possiamo dimenticare tutto il
simbolismo che il vino ha nella religione cristiana e su cui non è la sede adatta per
indugiare.
La scarsa propensione degli orientali, ancora oggi, verso il vino sembra sia dovuto ad
una scarsa e lenta scissione dellalcol da parte del loro organismo; qui si può
anche ricordare il divieto di vendere alcol agli indiani (chi non ha letto Tex Willer?)
che, se non vado errato, non è ancora stato revocato in tutti gli Usa; i Pellerossa sono
di origine asiatica e ciò spiegherebbe gli effetti che lalcol provoca su di essi.
Se ai nostri trisnonni era sufficiente pigiare luva per avere una bevanda
chiamata vino, noi abbiamo perfezionato e selezionato le viti, le vigne, e la tecnica per
fare il vino
beninteso, con luva.
Se un vino rosso è rosso naturale, aggiungendovi dellacqua diventa più chiaro,
se è colorato o rinforzato con enocianina- sostanza estratta dalle bucce di uva nera- il
vino diventa violaceo.
Negli ultimi anni si è molto rivalutato il valore nutritivo, preventivo e curativo del
vino, soprattutto il rosso. Si è visto infatti, che i nostri cugini doltralpe,
nonostante abbiano una cucina ricca di grassi animali, salse, bechamel, panna non hanno le
stesse percentuali di accidenti cardiovascolari di noi Italiani, da qui il nome di
"paradosso francese". Questo succede perché loro amano soprattutto i vini rossi. Il vino rosso ha unazione antiaggregante piastrinica, antiossidante, abbassa il
livello delle ldl; sembra inibisca anche la carcinogenesi.
Lalcol ha anche una
benefica azione vasodilatatrice sulle piccole arterie: ricordo il cognac medicinale di
vecchia memoria e luso anglosassone del bicchiere di brandy quotidiano come
prevenzione e terapia nelle patologie circolatorie. Per tali motivi è inutile e dannoso
consumare alcol in montagna dinverno per scaldarsi: si ottiene leffetto
inverso.
Lazione antiossidante del vino rosso è dovuto ad alcune sostanze che sono state
titolate nella sua composizione: Resveratrolo, Antocianine, Procianidine. Una molecola di
queste sostanze può inattivare diversi radicali ossidati. Queste sostanze utili
allorganismo per varie patologie- sono ancora in corso studi sui loro effetti
curativi- possiamo assumerle giornalmente con un buon bicchiere di vino rosso- o due- ;
poiché un organismo in buone condizioni non può metabolizzare e neutralizzare grandi
quantità di alcol nelle ventiquattro ore, chi necessita di eliminare grandi quantità di
ossidanti o radicali liberi- fumatori, persone con alto LDL, sportivi, persone con
problemi venosi, complicanze del diabete, persone sopra i 50\60 anni- può ricorrere al
succo duva concentrato fresco o, meglio, alle capsule contenenti estratto di bucce e
semi di uva, assumendoli a cicli periodici come prevenzione o ciclo continuo come terapia
di sostegno.
Se il vino può essere considerato un medicamento, non si dimentichi mai che i
medicinali vanno assunti in dose minima e sotto controllo
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